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i mali dell'uomo
Kevin Carter
10 foto
Una storia vera, quella di Kevin Carter. Un fotografo sudafricano, vincitore del Pulitzer nel 1994, suicidatosi tre mesi dopo la consegna.
La sua storia è inevitabilmente legata alla sua fotografia più famosa, quella che gli valse il premio: ritrae una bambina sudanese in fin di vita per la fame, e poco distante un avvoltoio in attesa di potersi cibare della sua carcassa. Una scena crudele e cruenta, la cui vista non è facile da sostenere.
Ma quello che spinse Carter al suicidio fu forse una consapevolezza ulteriore, un rimorso inconfessabile: cosa fece il fotografo quel giorno, oltre a fermare la scena in uno scatto? Soccorse la bambina, scacciò l'avvoltoio? Oppure non fece nulla?
Si racconta che tornò il giorno seguente, e trovò il cadavere martoriato dalle beccate. Ma la verità è che nessuno conosce con precisione come si svolsero i fatti: il diretto interessato, fino a pochi giorni dal suicidio, se interrogato, si diceva assolutamente poco orgoglioso di quella immagine, anzi di odiarla, ma preferiva non dire di più sulla vicenda.
Il 27 Luglio 1994 Kevin si suicidava con il tubo di scappamento della macchina. Nell'immaginario collettivo, passò alla storia come il fotografo ucciso dall'incontro con il Male assoluto, incapace di sopportare l'orrore che aveva ritratto.